Flowers on Mars
Spesso guardiamo al futuro e veniamo travolti da un senso di desolazione indotto dalle previsioni catastrofiche che descrivono un panorama desertico, secco e bruciato.
Scenari che alimentano una frustrazione profonda che rischia di spegnere ogni sogno.
Come fotografa e ricercatrice visiva, ho sentito il bisogno di sfuggire a questo pessimismo per cercare la vita dove sembra impossibile trovarla.
Il progetto Flow(ers) on Mars nasce dall’ossessione positiva per Marte, il pianeta carminio. Mentre le cronache scientifiche annunciano scoperte straordinarie, come i depositi d’acqua nascosti nel cuore della Vallis Marineris, io inizio a immaginare quella che oggi sembra solo un’utopia: una flora marziana del futuro.
Il Concept: flow + flowers
Il titolo è una fusione di parole tra due concetti che guidano il mio lavoro e la mia visione.
Flow, il flusso dell'acqua e del tempo che scorre e flowers, i fiori, soggetti fragili ma potenti della mia osservazione. Unendoli ho voluto trasformare la realtà che conosciamo in una storia diversa, capace di far cambiare punto di vista sulla vita che verrà.
Ho reinterpretato i fiori terrestri attraverso uno studio meticoloso delle luci immaginando come la luce filtrerebbe in una neonata atmosfera rarefatta, graffiata dalle scie di satelliti e comete che sfrecciano veloci come automobili su un’autostrada spaziale.
In questo studio personale, tuttavia non mi sono limitata a creare "immagini suggestive"; ho costruito un linguaggio visivo che parla di adattamento, di resistenza e di bellezza inaspettata:
● ho tradotto l’invisibile in visibile, trasformando l’acqua nel sottosuolo in fioritura marziana;
● ho unito dati scientifici e sensibilità artistica per creare una bellezza inaspettata che ci aiuta a sconfiggere il senso di impotenza che ci pervade;
● ho dato vita a una riflessione visiva sulla nostra capacità di colonizzare nuovi spazi senza perdere l’incanto per la natura.
Flow(ers) on Mars è il mio invito a guardare oltre il panorama desertico e desolante che ci viene prospettato, per riscoprire l’anima di un futuro che può ancora stupirci.